raccontavano storie di “masche” e di misteri, riscaldati dalle caldarroste e da un buon bicchier di vino.
Sensazioni e profumi che si risvegliano con la riscoperta dei piatti e dei cibi del tempo che fu : della “bagna cauda”, regina delle cucine contadine, della “cisrà “, pasta e ceci della notte dei Santi, del “sancrau con cotechino” , degli “agnolotti “ piatto delle grandi ricorrenze, il tutto accompagnato da un corposo Barbera, nettare delle nostre colline, “l’unico maschio vin che a maschia gente s’addice”(Pastonchi , poeta , 1800).
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